Tratto da: www.telegraph.co.uk

Traduzione: Nikola Duper

Gli scienziati della Nasa stanno cercando l’invisibile “stella della morte” che orbita intorno al Sole e che catapulta le comete potenzialmente catastrofiche per la Terra.

Questo diagramma illustra la nana bruna a confronto con la Terra (Earth), Giove (Jupiter), la stella nana (Brown Dwarf) e il Sole (Sun).

Questa stella, conosciuta anche come Nemesis, è cinque volte più grande di Giove e potrebbe essere responsabile dell’impatto dell’asteroide che ha estinto i dinosauri 65 milioni di anni fa.

Alcuni scienziati ritengono che l’impatto con i missili di ghiaccio potrebbe essere la causa di massiccia estinzione di vita che, a loro detta, capita ogni 26 milioni di anni.

Si ipotizza che Nemesis si trova a circa 25.000 volte la distanza tra la Terra e il Sole o, in altre parole, a un terzo di un anno luce.

Gli astronomi credono che si tratti di una nana bruna o rossa – una “stella mancata” che non è riuscita a generare abbastanza energia da bruciare come il Sole.

Dovrebbe essere possibile trovarla tramite il telescopio termosensibile chiamato WISE Wide-Field Infrared Survey Explorer (l’esploratore a infrarossi a campo largo).

Lanciato l’anno scorso, WISE ha iniziato a scrutare il cielo a gennaio. Ci si aspetta che scopra circa un migliaio di nane brune entro 25 anni luce dal Sole – sulla soglia del nostro primo gradino cosmico – prima che il suo refrigerante si esaurisca a ottobre.

La prima stella normale vicina a noi si trova a circa 4,5 anni luce.

Si crede che il nostro sistema solare sia circondato da una vasta quantità di corpi ghiacciati, a una distanza di due volte rispetto a Nemesis, denominata la Nube di Oort.

Alcuni di questi corpi vengono lanciati verso i pianeti sotto forma di comete – giganti corpi composti da ghiaccio, polvere e roccia – e l’impressione è che la responsabile sia l’influenza gravitazionale della stella morta.

I paleontologi David Raup e Jack Sepkoski hanno scoperto che, negli ultimi 250 milioni di anni, la vita sulla Terra fu distrutta a cicli di 26 milioni di anni. Sembra che la causa sia negli impatti con le comete.

L’inchiesta scientifica, terminata la settimana scorsa, conclude che fu un simile impatto a causare l’estinzione dei dinosauri 65 milioni di anni fa, ma il fatto non è stato messo in relazione con Nemesis.

Molte stelle hanno una o più stelle compagne che orbitano una vicino all’altra, e ciò potrebbe rendere inusuale la situazione del nostro Sole.

Il maggior indizio per l’esistenza di Nemesis è il misterioso pianeta nano chiamato Sedna che è stato localizzato in un’orbita allungata, di 12.000 anni, intorno al Sole.

Mike Brown, che ha scoperto Sedna nel 2003, ha detto: “Sedna è un oggetto molto anomalo – non dovrebbe trovarsi lì!” Sedna non si avvicina mai ad alcuno dei pianeti giganti o al Sole. La sua via è la fuori su quest’orbita incredibilmente eccentrica.

L’unico modo per ottenere un’orbita così eccentrica è essere lanciati da un corpo gigante. Quindi che cosa c’è là fuori?

Il professore John Matese, dell’Università di Louisiana a Lafayette, dichiara che la maggior parte delle comete del sistema solare interno sembrano provenire della stessa regione della Nube di Oort – lanciate dalla trazione dalla stella compagna del Sole che sparge le comete al suo risveglio.

Metese suggerisce che la stella è fino a 5 volte più grande di Giove o 7.000 volte più grande della Terra.

Ha detto: “C’è una rilevante evidenza statistica che questa concentrazione di comete possa essere causata dalla compagna del nostro Sole.