di Terry Burrows

Fonte: http://globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=19928

Sintesi e traduzione: Tanja Pasini

La città di Toronto al momento si trova nel bel mezzo di un massiccio imbroglio governativo e di propaganda. Sta diventando sempre più evidente che il “Black Bloc” è formato da agenti provocatori che di proposito iniziano rivolte, per oscurare e screditare le legittime proteste contro il G20 dei cittadini. Gli agenti del governo sono già stati pizzicati in precedenza a fare la stessa cosa in Canada.

Montebello 2007

Durante le proteste all’incontro della Società di sicurezza e prosperità a Montebello Quebec, il 20 agosto 2007, un capo del sindacato del Quebec pizzicò e smascherò tre agenti della polizia provinciale di Quebec, travestiti da protestanti del “black bloc”, che avevano iniziato a tirare dei sassi addosso ai poliziotti della sicurezza (si vedano i seguenti video che documentano questo evento).

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Il capo del sindacato ferma gli agenti provocatori

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I poliziotti travestiti provocano violenza alle proteste

L’azione è stata svelata da questa foto, che mostra il poliziotto travestito che indossa degli anfibi uguali a quelli dei poliziotti che lo arrestano.

Gli agenti provocatori di Montebello indossano gli stessi stivali di quelli dei poliziotti che li arrestano.

I caratteristici punti gialli sulle suole tradiscono l'agente

La polizia provinciale del Quebec dopo tre giorni di pubblica indignazione fu costretta ad ammettere che si trattava davvero dei propri agenti.

Le proteste contro il G20 a Toronto del 2010

Lo scorso sabato 26 giugno, i quotidiani Globe e Mail sul proprio sito internet pubblicarono una serie di foto scattate durante la rivolta nel centro di Toronto, iniziata dal “black bloc”.

Grazie a queste foto dimostrerò che ancora una volta i provocatori e i poliziotti corazzati indossano le stesse scarpe.

Le vetrine dello Starbucks cafè

In questa foto, un protestante lancia una sedia di metallo contro la vetrina dello Starbucks cafè. Il fisico di quest’uomo non appare quello di un “anarchico” trasandato, piuttosto sembra il corpo forte di un soldato addestrato, con un sacco di allenamento in palestra alle spalle. Indossa pure una specie di uniforme con dei rinforzi sulle braccia e forse sull’anca. Purtroppo in questa foto non sono inquadrate le sue scarpe, ma nella successiva sì, e qui le cose si fanno interessanti.

Nell’immagine sotto, un manifestante tira un oggetto (una pietra?) addosso a un’altra vetrina dello Starbucks. Guardiamo da vicino lo stivale girato verso l’alto.

Si tratta di anfibi neri di recente uscita. Esattamente come gli stivali che abbiamo visto a Montebello hanno la suola spessa e il profilo caratteristico, con un rinforzo sulla parte superiore del piede. Fate anche caso ai calzini spaiati, uno bianco e uno nero. Sarà un codice per farsi riconoscere dai colleghi in uniforme? Pure quella cintura luccicante sembra far parte di un’uniforme.

Ecco un altro manifestante del “black bloc” che salta sul tetto di una macchina della polizia di Toronto. I poliziotti dove sono? Evidentemente gli è “permesso” rovinare la macchina e creare ciò che diverrà una delle immagini simbolo di questo evento… le macchine della polizia in fiamme a Toronto. Ma calpestare vetro e plastica rovina le scarpe parecchio.

Tuttavia le sue scarpe sembrano reggere molto bene, poiché sta indossando le stesse scarpe del provocatore con il sasso. Notate gli stessi profili delle suole.

Ora guardate le scarpe dell’uniforme della pulizia, il profilo e il colore nero.

Ecco un’immagine da vicino degli stivali dei poliziotti. Essi hanno una protezione extra applicata alla parte superiore del piede, che non sembra parte integrale della versione “borghese” della scarpa, che altrimenti è uguale per quanto riguarda il design, le fattezze e il colore.

Il “risparmio burocratico” canadese fa venire alla luce l’imbroglio

Almeno il fatto che i provocatori del “black bloc” e i poliziotti del Toronto indossino le stesse scarpe, fornite dal governo, ha un aspetto positivo: sembra che il governo abbia almeno tentato di risparmiare, visti i miliardi di dollari che il fiasco del G20 è costato ai contribuenti.

Ma questa pratica l’ha anche tradito. Il “black bloc”, se è mai esistito come identità indipendente, è chiaramente stato infiltrato da agenti del governo. In una classica strategia di controinsurrezione questi agenti plagiano i manifestanti e li incitano a compiere delle azioni violente, facendo il gioco dei governatori. Questi, a loro volta, manipolano l’opinione pubblica da dietro le quinte, dando la responsabilità ai capri espiatori invece che ai veri perpetratori mascherati, con l’aiuto dei mass media completamente controllati e complici. Lo scopo di questa combinazione di atti violenti e bugie pubbliche è quello di criminalizzare ogni protesta legittima e civile e coprire le azioni immorali perpetrate dai nostri governi. Per quanto riguarda i nostri governi dipendenti dalle guerre, noi ora siamo tutti rivoltosi.